venerdì 5 maggio 2017

Un dolce semplice con le fragole...kolac Zizine mame



La credenza è il mobile che mi è sempre piaciuto tantissimo anche se a casa nostra (quella di Belgrado, managgia a questa doppia vita!)  non c’era. C’era invece da mia zia e averla lasciata nella cucina insieme agli altri mobili quando la casa è stata venduta  è una di quelle cose che non mi perdonerò mai.
Chissà se era per scaramanzia, per esorcizzare o semplicemente per pagare il torto fatto ma il primo mobile che ho comprato per casa mia (mia, mia) era proprio una credenza a Porta Portese! Le stoviglie “buone” a parte, non custodisce i cosidetti “dolci da credenza” ma conserva una parte dei libri di cucina acquistati in giro per il mondo come anche il ricettario di mia zia (per la verità era la mia prozia) insieme a quello di mia nonna rispettivamente classe 1912 e 1895. Scritti inizialmente con tanta cura della calligrafia diventando man mano con il tempo sempre più sbrigativi e meno ordinati per trasformarsi alla fine  nelle raccolte dei foglietti di vari tipi e provenienze con sopra scritte le ricette: pagine strappate dai quaderni con i quadretti, foglietti  bianchi irregolari di carta velina, i bordi delle riviste o dei giornali, carta da zucchero e a volte addirittura il retro di uno scontrino di origini ormai sconosciute. Sono quasi sempre dolci perché una volta per le cose salate le ricette non c’erano mentre la pasticceria per la sua natura richiedeva sempre una sorta di codificazione. I dolci importanti, quelli che dalle mie parti venivano chiamati “dolci da servire a tavola” oppure “dolci per gli ospiti” risultavano nel grande libro delle ricette raccolte da Pata Markovic e non erano concessi  i cambiamenti ovvero rivisitazioni, questo grande tormentone dei  tempi attuali, mentre quelli di tutti i giorni oppure “per la casa” venivano passati  di mano in mano durante le visite pomeridiane. Ecco allora “ torta della signora Marica”, “pasticcini con le noci (buoni)”,  “torta da mangiare nel pomeriggio (signora Jovanovic)”, “dolce per consumare gli albumi avanzati”, “ottima torta (Jelana)” e “dolce della mamma di Žiža”, apprezzatissimo e quasi inflazionato a casa di mia madre tutt’ora nonché famoso sotto il nome “20, 20, 20”…




U nasoj kuci nismo nikada imali kredenac (mislim u Beogradu) ali je zato postojao u cuvenoj Nebojsinoj ulici na Vracaru, u kuhinji moje puno puta pominjane tetke. Otisao je u nepovrat jer smo ga ostavili sa svim namestajem kada je kuca prodata i to je jedna od onih stvari koje sebi nikada  necu oprostiti.  Mozda je bas zbog sujeverja ili osecanja krivice kredenac bio prva stvar koju sam kupila na buvljaku u Rimu za moj stan (moj,moj)! U njemu ne drzim kolace kao sto se to nekada radilo nego “fino posudje i case” i deo kolekcije kuvara iz celog sveta medju kojima su i sveske sa receptima moje tetke i moje bake rodjene 1912 i 1895 godine. U jedna i druga su u pocetku pisale finim i  citkim rukopisom koji je polako prelazio u manje precizna slova da bi druga polovina i jedne i druge sveske postala neka vrsta “herbarijuma“ sa sijaset cedulja i ceduljica na kojima su recepti zabelezavani onako na brzinu.Ima tu i listova iz sredine sveske sa kockicama, belih papirica od hartije za krojenje, coskova casopisa, delova kesa od secera a i racuna nepoznatog porekla. Uvek se radi o kolacima jer se zna da se “slane stvari” spremaju onako od oka i po iskustvu, ukusu i navici  dok za “slatko” uvek postoji kodifikovani recept, tu se ne improvizuje ! Recepti za torte za svecane prilike su obicno izlazili iz Patinog kuvara, Biblije svake onamad ozbiljne kuce, i nisu trpeli nikakve revizitacije kao danas dok su recepti “za ukucane” i “za svaki dan” ili “recepti levom rukom” prenoseni preko ceduljica uz caskanje. Obozavam njihove nazive: Maricina torta, kolaci sa orasima (dobri), poslepodnevna torta gospodje Jovanovic, kolaci od preostalih belanaca, odlicna torta (Jelena) i kolac Žižine mame, jako cenjen , voljen i ponavljan po receptu mame mamine najbolje drugarice Žiže, poznat i poi menu “20,20,20”…



20 cucchiai di zucchero semolato
20 cucchiai di farina 00*
20 cucchiai di latte
20 cucchiai di olio di semi di mais o girasole (io extravergine d’oliva leggero)
4 uova
La scorza grattugiata di 1 limone biologico
1 bustina di lievito per dolci
400 g di fragole**

Lavate le fragole, eliminate i piccioli, asciugatele e tagliatele a pezzetti.
Foderate con la carta da forno una tortiera di 28 cm di diametro.
Accendete il forno a 170 °.
Separate i  tuorli dagli albumi e  montate gli albumi a neve.  Montate i  tuorli con lo zucchero  e la scorza di limone grattugiata. Aggiungete il latte, l’olio e infine anche la farina con il lievito. Versate un po’ più della metà della pastella nella tortiera e cuocete per 10 minuti, riprendete la tortiera e disponete sulla superficie le fragole tagliate a pezzetti, coprite con il resto della pastella e continuate la cottura per altri 35minuti.
Lasciate raffreddare completamente e cospargete con lo zucchero a velo prima di servire.

*ho provato a farla anche con la farina di castagne e mi è piaciuta tantissimo
**invece delle fragole possono essere utilizzate  le visciole, le albicocche, i lamponi…anche le ciliegie dello cherry.




20 kasika kristal secera
20 kasika mekog brasna *
20 kasika mleka
20 kasika biljnog ulja (ja koristim blago maslinovo ulje)
4 jaja
Narendana korica od 1 neprskanog limuna
1 prasak za pecivo
400 g jagoda**

Operite jagode pa ih  ocistite, osusite  i iseckajte.
Oblozite okruglu modlu za tortu siroku 28 cm papirom za pecenje.
Ukljucite rernu na 170°.
Odvojite zumanca od belanaca i umutite belanca u cvrst sneg. Zumanca umutite sa koricom od limuna, dodajte ulje i mlekoi na kraju brasno sa praskom za pecivo. Sipajte nesto vise od polovine ovemase u pleh i pecite 10 minuta, izvadite iz rerne, prekrijte jagodama i ostatkom testa. Pecite jos35 minuta.
Izvadite iz rerne i ostavite da se kolac potpuno ohladi i pospite ga prah secerom pre sluzenja.

*jako je fino sa kestenovim brasnom
*jagode mogu naravno da se zamene visnjama, kajsijama, malinama…i sa visnjama iz visnjevace je jako ukusno ukoliko volite



Con questa ricetta partecipo al Calendario del cibo italiano
http://www.calendariodelciboitaliano.it/



19 commenti:

  1. Ma che bella la tua torta Marina. La credenza è un mobile che mi è sempre piaciuto e non ho mai avuto il piacere di averne una (sob!). un bascione

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    1. Sa molto di mobili di una volta , quello si....

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  2. Ho lasciato il cuore su quei due ricettari, sono una ricchezza immensa per la tua famiglia, quanto avrei voluto recuperare quelli di mia nonna, ma sono arrivata tardi!
    Che meraviglia...

    Un abbraccio
    monica

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    1. Ma come tardi ?? Ah, dici prima era arrivato qualcun'altro? Eh...io ho buttato l'occhio anche su quello di mia zia, sorella di mia mamma e devo cercare un modo diplomatico per raggirare mia cugina 😊

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  3. se avessi spazio e se la nostra scelta non fosse caduta su un arredamento moderno finalizzato a salvare gli spazi, comprerei una credenza subito...oltre ad essere bella, crea un'atmosfera unica!! Mi sono innamorata dei tuoi ricettari e ti ringrazio per aver condiviso con noi questa ricetta che mi ha colpito prima dalla foto e poi leggendone gli ingredienti!!!! La proverò sicuramente!!! :-)

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    1. Ovviamente la credenza occupa un sacco di spazio e dentro ci vanno poche cose ma amen 😊 è una ricetta semplice ma variando la frutta varia anche il dolce...ieri mia mamma dice che l'hanno scorso l'ha fatto con le pesche e dice che era molto buono, grazie Lucia !

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  4. Assolutamente una ricetta autentica, genuina, di "casa"...in credenza credo avrà vita breve, da me finirebbe prima di arrivarci. A proposito, ho arredato casa mia con la credenza dei nonni paterni di mio marito, una scelta di cui non mi pentiro' mai ;-)

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    1. A me arriverà anche una madia dalla casa della zia di mio marito...devo trovare lo spazio, cascasse il mondo ! Si Sonia, più di casa di così...

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  5. Che buona! Assolutamente da rifare, complimenti! <3

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  6. Anche io ho sempre amato la credenza, pensa che in un appartamento dove ho vissuto c'era una bellisima nicchia e lì mi sono fatta costruire ua credenza fino al soffito e io l'ho dipinta e decorata...il tuo dolce mi piace molto le fragole lo rendono di sicuro molto appetibile, più che da credenza viene voglia di mangiarlo tutto subito, nella credenza ci metiamo il vassoio ;)

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  7. Splendida, una torta da credenza che si finge una torta farcita...Non è da tutti! :-)

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  8. ...e la ruberò :-) è l'ideale

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  9. Imam skoro indentičan tetkin recept za lenju pitu.
    Baš volim ovu vrstu testa, lagano je i može se upotrebiti u razne svrhe :-)

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  10. Temo che molti dei nostri quaderni abbiano questo tratto in comune: si parte con una bella calligrafia e poi si finisce con i ritagli o i pizzini!!
    In ogni caso, sono un enorme patrimonio!
    La rifarò!! 20 20 20!!

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  11. Che bella questa torta Marina! La madia anche io quando é morta mia nonna mi sono pentita di non aver preso la sua vecchia madia! Mi mangio ancora le mani
    Un abbraccio
    Ambra

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  12. Mi sono rimaste impresse le foto dei ricettari, dico la verità....torta sicuramente buonissima, ma quei ricettari....... :D

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  13. Io per fortuna sono riuscita ad accaparrarmi anche l'Artusi di mia nonna dove le pagine sono ancora di carta velina!!! Bellissima ricetta da provare (comoda senza dover per forza avere una bilancia!!!!)

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  14. Splendida! occorrerà sicuramente ripeterla, 20, 20, 20, quasi una formula magica. Un tesoro i tuoi ricettari!

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